Cogeneratore a Biomassa da 100 kW: Energia Pulita e Rinnovabile per il Futuro

Un cogeneratore a biomassa è una tecnologia innovativa che permette di produrre contemporaneamente energia elettrica e calore a partire da fonti rinnovabili, in particolare da scarti di legno naturale. Scopriamo insieme le caratteristiche principali di un impianto da 100 kW elettrici.

Cosa produce?

Il cogeneratore genera:

  • 100 kW di energia elettrica;
  • 150 kW di energia termica sotto forma di acqua calda tra i 60°C e gli 80°C.

Funziona per oltre 7.500 ore all’anno, garantendo una produzione annua di circa 675.000 – 750.000 kWh elettrici.

Quali sono i vantaggi economici?

Grazie agli incentivi statali previsti dal Decreto FER2 (2024), l’energia elettrica venduta al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) genera un ricavo lordo annuo compreso tra 168.750 e 187.500 euro, per 20 anni.

In più, l’energia termica può essere sfruttata in vari modi:

  • Per riscaldare ambienti o acqua sanitaria;
  • Per essiccare la biomassa da usare come combustibile;
  • Per raffrescare con un assorbitore, trasformando i 150 kW termici in circa 64 kW di “frigorie” (raffreddamento).

Ciò consente di ridurre o eliminare l’uso di combustibili fossili come gas, GPL o gasolio, generando un risparmio diretto.

Come funziona il cogeneratore?

A differenza dei classici impianti a combustione, questo cogeneratore non brucia direttamente il legno. Utilizza un processo chiamato pirogassificazione, che avviene in assenza di ossigeno. Così, dalla biomassa si ottiene un gas pulito (syngas) che alimenta un motore collegato a un generatore di corrente.

Il calore prodotto dal processo viene recuperato e utilizzato, senza sprechi, grazie a un efficiente sistema di recupero.

Che tipo di biomassa usa?

Il cogeneratore utilizza:

  • Cippato di legno naturale (scaglie da 1 a 3 cm – standard G30);
  • Oppure scarti di legno naturale non trattati chimicamente.

La biomassa deve avere:

  • Umidità inferiore al 20%;
  • Dimensioni controllate: tra 5 mm e 5 cm per il cippato, oppure bricchette con diametro di 3 cm.

Il consumo medio è di 120 – 150 kg/ora, pari a circa 900 tonnellate l’anno.

Cosa succede ai residui?

Il residuo del processo di gassificazione è un carbone vegetale chiamato biochar:

  • È ecologico e può essere utilizzato come ammendante agricolo (migliora il suolo);
  • Contiene tra il 30% e il 60% di carbonio organico;
  • Ha un valore economico interessante: può generare un ricavo annuo tra 45.000 e 100.000 euro, a seconda del canale di vendita.

Autorizzazioni e incentivi

Per installare il cogeneratore servono due autorizzazioni:

  • Officina elettrica;
  • Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), prevista dal D.Lgs. 28/2011, che consente l’installazione entro 30 giorni dalla presentazione della pratica, se non ci sono opposizioni.

Inoltre, l’impianto è riconosciuto come Cogeneratore ad Alto Rendimento (CAR), il che lo rende idoneo a ottenere i Certificati Bianchi (Titoli di Efficienza Energetica) per 15 anni, soprattutto se impiegato in una rete di teleriscaldamento.

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